Personaggi celebri




Guglielmo Audisio nasce a Bra nel 1802 da una famiglia di umili origini. Si laurea in filosofia ed in teologia a Torino dove Carlo Alberto lo nomina preside della Regia Accademia di Superga. Pubblica in quel periodo alcuni trattati di teologia ed, a seguito di incomprensioni con il governo sabaudo, lascia il Piemonte per recarsi a Roma dove Pio IX gli affida la cattedra di diritto civile e naturale all’Università La Sapienza.

Audisio collabora con le maggiori riviste cattoliche dell’epoca anche se le sue idee non vengono condivise dai cattolici più oltranzisti A causa di un’altra incomprensione, l’accademico braidese deve lasciare la città eterna e la pontificia università: durante il Concilio Vaticano I ammonisce i padri conciliari dei pericoli che attendono la Chiesa e una sua visita al Re d’Italia Vittorio Emanuele II attira le ire dei conservatori. Guglielmo Audisio è uno dei maggiori benefattori dell’Ospedale di Bra, cui lega lasciti notevoli, e nella sua città natale muore il 29 settembre 1882.




Laureato in Giurisprudenza a Torino, avvocato di apprezzata dottrina, Bartolomeo Gianolio fu eletto alla Camera il 7 dicembre 1884 (nella circoscrizione albese riuscì ad ottenere 7.518 voti su 7.823 votanti) e confermato, nella tornata successiva, il 23 maggio 1886. Dai banchi del Parlamento, militò nelle file della sinistra storica di Depretis e Crispi. Nato il 13 ottobre 1837 in quella Bra che dal 1848 s'era riconosciuta in esponenti di spicco del pensiero liberale - Guglielmo Moffa di Lisio, Chiaves, Spantigati - Gianolio fin dagli anni giovanili intraprese una fitta collaborazione con i giornali del capoluogo subalpino, emergendo per professionalità e partecipazione al dibattito politico. Dal 1870 ebbe anche la carica di consigliere provinciale per il mandamento di Bra e si attivò nella fila del consesso cuneese fino a quando fu in vita. Non ancora sessantaseienne, la morte lo raggiunse improvvisamente, a Torino, dove era consigliere comunale, l'11 febbraio 1903.

Negli oltre trentanni trascorsi in Consiglio provinciale, Bartolomeo Gianolio curò sia gli interessi della sua città che quelli dei mandamenti limitrofi. Durante la sua brillante carriera politica, si dovette confrontare con personalità di prestigio del suo tempo, sia per casata che per studi e qualità professionale, dai quali era stimato per preparazione politica e comprovata abilità e dedizione alla “res publica”. Di questo suo “spirito di servizio” alla pubblica amministrazione, ne fece menzione il professor Giuseppe Tarozzi sulle pagine del settimanale della tradizione liberale braidese “L'Eco della Zizzola”. «Bartolomeo Gianolio» - riporta testualmente l'articolo - «compieva per il vantaggio della patria ogni funzione della vita pubblica con la bonarietà affettuosa di chi rende servizio ad un popolo di amici noti ed ignoti: agli amici del palazzo ed a quelli dei casolari, agli amici dell'alto commercio ed a quelli dell'officina».




Leopoldo Valfrè di Bonzo nasce a Bra il 24 dicembre 1808 da nobile famiglia braidese. Dopo gli studi compiuti a Torino presso l’Accademia Militare Regia, viene nominato luogotenente di artiglieria nel 1828, prestando successivamente servizio nella prima compagnia di artiglieria e poi, dal '33 al '35, nelle batterie a cavallo. Ufficiale severo, dal rigido comportamento nelle esigenze del servizio militare, allo scoppio della prima guerra d’indipendenza (1848) è promosso maggiore, ma non prende parte alle campagne di quell’anno, né a quelle dell’anno successivo, perché viene nominato segretario del Consiglio superiore d’artiglieria. L’anno successivo assume l’incarico di segretario generale al Ministero della Guerra e solo dal 1855 può partecipare alla sua prima campagna, intervenendo alla spedizione in Crimea come comandante superiore d’artiglieria.

Dal 1860 inizia la fase più brillante della sua carriera, come generale di artiglieria, occupandosi in prima persona dell’assedio contro le piazze di Gaeta e Messina. Per i servizi prestati in questa impresa militare, viene insignito della Gran Croce dell’Ordine Militare di Savoia per la presa di Gaeta, e la medaglia al valor militare per la presa di Messina. Nel maggio del 1877, Valfrè viene collocato a riposo e contemporaneamente nominato senatore del Regno. Fra i suoi incarichi pubblici, anche la nomina a consigliere comunale di Torino e di direttore dell’Armeria Reale di Torino, attività alle quali si dedica negli ultimi anni della sua vita. Muore in Torino il 7 marzo 1887.


Sono tanti gli uomini celebri del mondo delle scienze, delle lettere, della politica e della religiosità che a Bra sono nati o hanno trovato terreno fertile per le loro iniziative. Tra loro il santo della carità per eccellenza, San Giuseppe Benedetto Cottolengo che a Bra è nato a fine settecento.


A Bra nacquero Guglielmo Moffa di Lisio, uno dei protagonisti dei moti risorgimentali, il generale Leopoldo Valfré di Bonzo, l'uomo politico Bartolomeo Gianolio, l'accademico Guglielmo Audisio, il pittore Pietro Paolo Operti, i cultori di storia locale Euclide Milano e Edoardo Mosca, lo studioso dei codici leonardeschi Giovanni Piumati.

Di famiglia braidese furono i pittori Gioacchino Nogaris e l'archeologo Edoardo Brizio, così come gli scrittori Giovanni Arpino e Velso Mucci. Nel campo delle lettere Bra diede i natali alla scrittrice Gina Lagorio ed al latinista Giovan Battista Gandino.

Altri braidesi continuano a portare in giro per il mondo il nome della città. Sono nati sotto la Zizzola l'ex ministro e commissario europeo Emma Bonino, l'egittologo Silvio Curto, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini, la filosofa Adriana Cavarero, lo scrittore Gianni Farinetti, lo sceneggiatore Stefano Sardo e l'attrice Elisa Sednaui.

L'elenco dei Sindaci di Bra dal dopoguerra

I profili dei braidesi celebri


Giovanni Arpino
Guglielmo Audisio
Edoardo Brizio

Giuseppe Benedetto Cottolengo

Federico Craveri
Giovan Battista Gandino
Bartolomeo Gianolio
Gina Lagorio
Euclide Milano
Guglielmo Moffa di Lisio

Edoardo Mosca 
Velso Mucci
Gioacchino Nogaris
Pietro Paolo Operti
Giovanni Piumati
Leopoldo Valfré di Bonzo




Guglielmo Moffa di Lisio nasce a Bra nel 1791. Inizia a distinguersi in giovane età arrivando in pochi anni ai massimi livelli della gerarchia militare, acquisendo i gradi di ufficiale nell’esercito francese prima e in quello sabaudo poi. Partecipa attivamente ai primi moti risorgimentali del 1821 a fianco di Santorre di Santarosa. In particolare Moffa di Lisio intrattiene colloqui segreti con il Principe Carlo Alberto di Savoia nel tentativo di convincerlo a mettersi alla testa del moto insurrezionale. 

Moffa di Lisio e le truppe ribelli vengono sconfitti a Novara e per molti anni il patriota braidese deve scontare un lungo esilio a seguito della condanna comminatagli per alto tradimento. Viene eletto a far parte del Parlamento del Regno di Sardegna dal 1848. In parlamento Moffa di Lisio è rieletto nel collegio di Bra sino alla vigilia dell’unità d’Italia quando è costretto ad abbandonare la vita politica per questioni di salute. E’ stato Ministro nel Governo Casati nell’estate del 1848 nei giorni successivi alla sconfitta di Custoza e al momento dell’armistizio con l’Austria che concludeva la prima fase della Guerra d’Indipendenza. Guglielmo Moffa di Lisio morì a Bra nel 1877.

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