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Una programmazione articolata su quattro macro interventi (la copertura di un tratto di ferrovia, il completamento dei lavori di ampliamento del palazzetto dello sport, il trasferimento di un'istituto superiore e la realizzazione di un centro espositivo), con una corona di azioni minori, nell'intento di promuovere lo sviluppo del tessuto urbano braidese attraverso fondi governativi e comunitari. Questa la sostanza del piano integrato per lo sviluppo locale approvato ieri, lunedì 23 ottobre 2006, dal Consiglio comunale di Bra, nell'ambito di una seduta che si è aperta nel ricordo dell'ex assessore Ettore Contato, per lungo tempo amministratore comunale, dell'azienda sanitaria e della cassa di risparmio locale, prematuramente scomparso nei giorni scorsi. Il Consiglio ha poi approvato due distinte mozioni ma con un unico scopo: favorire ed accelerare i tempi per i gemellaggi con la cittadina calabrese di San Sosti e l'argentina Corral de Bustos. Sviluppo eccentrico E' stato approvato a maggioranza il piano integrato di sviluppo locale, dal titolo “Sviluppo eccentrico”, presentato al Consiglio comunale di Bra dal gruppo di professionisti che ne ha redatto il documento finale. Il provvedimento è stato assunto con i voti dei gruppi di Progetto Bra, Forza Italia, Insieme per Scimone, Alleanza nazionale, Lega Nord e Uniti per Bra, mentre si sono astenuti i Democratici di sinistra, la Margherita e le liste civiche “La città di tutti” e “Impegno per Bra”. Ad illustrare la deliberazione è stato il vice sindaco, Giovanni Comoglio, che ha messo in evidenza come “il programma integrato per lo sviluppo locale rappresenta un atto di programmazione di lungo periodo, finalizzato all'individuazione di interventi che possano ottenere una finanziabilità, attraverso i diversi canali di finanza pubblica e reperendo fonti di natura privata. Le direttrici lungo la quale la nostra progettazione è stata indirizzata sono essenzialmente tre: Bra diventa polo attrattivo per un territorio sovra comunale, un incremento del traffico veicolare comporta un peggioramento delle condizioni di qualità dell'aria, non è possibile chiudere il nostro centro ma, semmai, gestire diversamente la localizzazione dei servizi”. Tra gli interventi previsti, lo spostamento dell'Itis di via Mendicità nella zona di piazza Arpino, il completamento dei lavori per il Palazzetto dello sport di viale Risorgimento, la copertura di un tratto di ferrovia lungo via Vittorio Veneto, dove realizzare un parcheggio a raso, e la costruzione di un moderno spazio espositivo, con un piccolo parcheggio sotterraneo, al posto del mercato coperto di piazza Spreitenbach. A fianco di questi interventi infrastrutturali, il programma integrato ha previsto anche azioni di rafforzamento dell'attrattiva culturale e ricreativa del centro storico: la riapertura dell'Osteria Garibaldi sotto i portici dell'Ala di corso Garibaldi; una nuova sistemazione della Biblioteca civica, implementandola con un museo del giocattolo e l'archivio storico; un intervento di semi pedonalizzazione di via Vittorio Emanuele e la realizzazione di due nuovi istituti museali lungo l'asse di via Barbacana: un centro studi vittoniani in Santa Chiara e l'allestimento di un'esposizione permanente di arte sacra in Sant'Andrea. I singoli interventi sono stati illustrati dai progettisti che si sono occupati della redazione degli studi di fattibilità e dell'elaborazione del più complessivo programma integrato: lo Studio Mellano associati, il professor Barbieri, l'architetto paesaggista Matassi, l'architetto Carità, lo Studio Urbafor e l'ingegner Peisino. Secondo l'ingegner Sandrone dello Stadio Mellano si è trattato di “un'operazione multidisciplinare, con interventi aderenti agli strumenti di programmazione sovra comunale. Interventi che potranno essere sviluppati in un arco temporale di circa sei anni e mezzo”, cui è seguito l'architetto Matassi che ha messo in evidenza come “l'anima di questo programma è legata all'ospitalità, con un centro fieristico che è sicuramente un elemento che manca a questa città”. L'architetto Zucca dello Studio Urbafor ha parlato invece degli interventi sul traffico, mettendo in evidenza come non si preveda una pedonalizzazione di via Vittorio “ma di una semi pedonalizzazione, riducendo gli impatti dei flussi senza precluderli”. Il professor Barbieri ha rilevato invece il metodo seguito dal Comune di Bra, quello “del programmar facendo, procedendo in parallelo ad una programmazione nel mentre è in itinere una pianificazione di carattere generale, quale la revisione del piano regolatore. E' un Pisl che ha un'anima ma anche una struttura, basando lo sviluppo locale sui punti di forza di questo territorio”. Per il capogruppo di Progetto Bra, Piero Degetto, si è avuta la possibilità di fare ragionamenti complessi sulla nostra realtà cittadina. È una tappa intermedia del programma di governo, gettando le basi su cui poggiare future ambizioni”, mentre il capogruppo di Forza Italia, Adriano Maccagno, ha sottolineato il “lavoro di grande serietà e professionalità svolto dai progettisti”. Secondo il capogruppo dei Ds, Claudio Gallizio, “il Pisl deve avere un'anima ma anche un corpo, affinché non sia etereo” ed il capogruppo della Margherita, Giovanni Fogliato, ha sottolineato come “per non rimanere un libro dei sogni, questo programma ha la necessità di sapere come gli interventi potranno essere finanziati. Perplessità anche sul ricorso al project financing per i parcheggi, quando si sta già andando avanti sul parcheggio di piazza Carlo Alberto, progetto sul quale mi auspico ci possa essere un ripensamento”. A concludere gli interventi il sindaco di Bra, Camillo Scimone, che ha voluto ringraziare “l'assessore Bruna Sibille ed il consigliere regionale Franco Guida, per il contributo che hanno dato all'inserimento di Bra tra i Comuni piemontesi che hanno beneficiato di contributi per la redazione degli studi di fattibilità e del programma integrato. Si tratta di un'esperienza che ha messo a confronto professionalità tra loro differenti e che hanno fornito una programmazione non scontata, che ci auguriamo possa dare frutti nei prossimi anni”. Sì ai gemellaggi con San Sosti e Corral de Bustos Pur con una discussione animata ed articolata, il Consiglio comunale di Bra ha votato due mozioni che avevano ad oggetto l'indirizzo su futuri gemellaggi tra la città della Zizzola e le realtà di San Sosti, in provincia di Cosenza, e di Corral de Bustos in Argentina. “Dopo un iter durato dieci anni si vuole arrivare a concludere il gemellaggio con San Sosti, che ha priorità su quello di Corral de Bustos quanto meno per una questione temporale e di numero di cittadini interessati. La nostra richiesta è chiara: il gemellaggio si deve fare entro l'anno” - ha dichiarato il consigliere Massimo Borrelli (Ds), alludendo alla massiccia presenza tra i residenti a Bra di cittadini originari della cittadina calabra”. “Perché non celebrare i due gemellaggi nello stesso giorno, senza precedenze?” - questa la proposta del capogruppo della Lega Nord, Walter Bergesio, “magari in videoconferenza, come fatto per il gemellaggio con Weil der Stadt” - ha puntualizzato il capogruppo Ds Gallizio, che ha però ribadito l'opportunità di una “priorità data al gemellaggio con San Sosti”, mentre il capogruppo della Margherita, Giovanni Fogliato, ha invitato l'Amministrazione comunale a valutare l'ipotesi di gemellaggi anche con realtà del Terzo mondo. A loro ha replicato l'assessore alle Risorse cultuali, il senatore Michelino Davico, secondo cui “il sogno è di fare il gemellaggio con San Sosti e Corral nello stesso giorno, con una sorta di triangolazione telematica che ripercorre il cammino fatto dai sansostesi emigrati a Bra e dai piemontesi che si sono trasferiti in Argentina. L'Amministrazione comunale è a disposizione di tutti ma occorrerà che all'interno dell'Associazione dei Sansostesi di Bra ci sia un chiarimento per arrivare ad una comunità d'intenti”. Il sindaco Scimone ha messo poi in evidenza come “dalle parole si debba passare ai fatti, anche perché i sansostesi sono cittadini che, con il loro lavoro, hanno contribuito allo sviluppo della città”. Le due mozioni, una presentata dai gruppi che fanno riferimento ai partiti della Casa delle libertà e la seconda che unisce le liste civiche ed i gruppi politici che fanno riferimento all'Unione, sono state entrambe deliberate all'unanimità. Mozioni unanimi Hanno trovato l'unanimità dei consensi in Consiglio comunale a Bra due mozioni che avevano come argomento la recente manovra finanziaria proposta dal Governo Prodi ed il provvedimento anti smog elaborato dalla Regione Piemonte. Limando i testi delle due proposte, critiche verso entrambi i provvedimenti, i consiglieri hanno votato compatti nel chiedere maggiore attenzione per le specificità delle realtà locali. In materia di legge finanziaria, il Consiglio comunale ha chiesto al Sindaco di “intraprendere le iniziative necessarie affinché il Governo tenga conto delle proposte di modifica avanzate nella riunione del dodici ottobre 2006 dall'Associazione nazionale dei Comuni italiani”, mentre sul provvedimento anti inquinamento è stato chiesto alla Giunta regionale di “rivedere il piano anti smog in maniera sostanziale e concertata con gli enti locali”, anche promuovendo collaborazioni tra istituzioni pubbliche e private per agevolare i ceti meno abbienti e le piccole imprese. Diverso l'andamento della discussione sulla mozione presentata sulla possibile deviazione del percorso della linea ad alta velocità Torino-Lione. “Se non abbiamo già perso il treno, lo stiamo perdendo con il Piemonte che sarà emarginato dalle reti europee” - ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia, Adriano Maccagno, attribuendo le colpe “ad un governo Prodi ondivago e ad un governo regionale che non si rende conto delle conseguenze di questi ritardi, mentre le ferrovie svizzere stanno elaborando un piano per bypassare l'Italia attraverso la Ginevra-Lione”. Non d'accordo il capogruppo di Impegno per Bra, Giuseppe Bonetto, secondo il quale “si tratta di una mozione politica che nulla a che fare con la questione Tav”, proponendo anche in questo caso degli emendamenti. Soluzione che non è piaciuta ai gruppi della maggioranza che sostiene la Giunta Scimone, che hanno approvato l'originario testo di mozione, chiedendo “all'Amministrazione regionale del Piemonte un impegno ed una disponibilità totale alla realizzazione dell'opera, nel più breve tempo possibile, nell'interesse del Piemonte e di tutta la nazione”. (rg)