Bandito, frazione di circa 2600 abitanti, è situata lungo la direzione che dal capoluogo porta in direzione di Torino.


Pilone Savoia Bandito - Pilone dedicato ai Savoia

Tre sono le ipotesi riguardo all’origine del nome. La prima  lo fa risalire al termine bando, col significato di decreto notificato pubblicamente: quando veniva promulgato il bando, il territorio si prestava alla sudditanza del nuovo feudatario. La seconda ipotesi afferma che la borgata abbia avuto origine da alcuni banditi longobardi, fuggiti dall’esercito regolare e rifugiatisi appunto nella zona limitrofa al suolo Braidese. Terza e maggiormente plausibile ipotesi è quella secondo la quale il nome si rifà al termine “banditum”, ovvero terreno gravato da limitazioni per il popolo.


Villa Moffa Bandito - Villa Moffa di Lisio

Un edificio rilevante per  la storia banditese è la villa Moffa di Lisio, posta nella parte collinare della frazione. Dopo essere diventata inabitabile, grazie all'intervento di alcuni parroci e giovani novizi ritornò agli antichi fasti. Il sacerdote che ha legato maggiormente la propria vita alla storia della villa fu don Giulio Cremaschi, nato a Codevilla nel 1881 e ordinato sacerdote nel 1904, che nel 1912 fu destinato alla casa di Bra.
Qui operò anche San Luigi Orione, che l'8 dicembre 1911 acquista l'edificio facendolo diventare sede del Noviziato e la casa di studi della Piccola opera della Divina Provvidenza. La famiglia orionina ha poi ceduto al Movimento dei Focolari, fondato da Chiara Lubich, l'edificio che ospita il Centro Mariapoli “Raggio di luce”. Qui la fondatrice del movimento ha ricevuto, nel 2003, la cittadinanza onoraria della Città di Bra.


chiesa san maurizio Bandito - Chiesa di San Maurizio

A circa due chilometri dal borgo banditese sorge la piccola cappella dedicata a San Maurizio. Qui si celebrava messa tutte domeniche, prima che fosse eretta a parrocchia. Era presente anche un reddito, ossia un fondo al Monte di Pietà.
Proseguendo la strada che porta a Bra, si può notare il cosiddetto “Castello di Millemosche”, proprietà della nobile famiglia dei Conti Moffa di Lisio.


Madonnina Villa Moffa Madonna presso Villa Moffa

Questa villa fu eretta negli anni antecedenti al 1700 dal conte Guglielmo Moffa Gribaldi di Lisio. Il Conte fece  mettere intorno all’anno 1870, a sue spese,  oltre ad una casa, una cappella  per ringraziare della grazia ricevuta per essersi salvato dopo che un fulmine lo aveva colpito.
Questa cappella subì alcuni cambi di proprietà fino a quando venne acquistata  dalla Piccola opera della divina Provvidenza. Il 15 febbraio 1876 entrò ufficialmente nella nuova chiesa il primo sacerdote, don Giovanni Pennazio, e il 14 Novembre del 1882 venne consacrata solennemente dall'Arcivescovo di Torino, monsignor Lorenzo Gastaldi.


iscrizione pilone savoia Bandito - Iscrizione su lapide

Per  completare il quadro degli edifici legati al culto, venne edificato nel settembre del 1886 un asilo infantile che accolse oltre cento bambini gratuitamente, anche a causa della natura essenzialmente agricola degli abitanti della borgata. Questo non è l' unico edificio edificio religioso presente sul territorio banditese.


Chiesa di Santa Rosa Bandito - Chiesa di Santa Rosa

Qui si possono annoverare anche la Cappella di Santa Rosa di Lima, costruita nel 1721, la Cappella di San Giuseppe, esistente già dal Seicento. Ultimo edificio è la Chiesa di Maria Vergine Assunta, terminata con l'aiuto della popolazione e del conte Guglielmo Moffa di Lisio, riccamente decorata dagli affreschi di Luigi Morgari.