Gioacchino Nogaris nacque nel 1909 a Chivasso da famiglia braidese. Dopo aver terminato gli studi all’Accademia Albertina di Torino, venne nominato, negli anni del secondo conflitto mondiale, docente di Decorazione alla stessa accademia subalpina di via Po subentrando a Giulio Casanova del quale fu allievo ed assistente. Sono di quegli anni i suoi lavori più interessanti con una particolare predilezione per la raffigurazione urbana della Torino degli anni Trenta e Quaranta, città oramai avviata con decisione verso una completa industrializzazione. Ciminiere fumanti e periferie industriali furono soggetti di numerose sue acqueforti, il cui tratto sottile ed espressivo ne rivelarono la dimensione di autentico artista.

Richiamato alle armi nel ’42, conobbe una delle pagine più oscure del conflitto in atto con la deportazione in una lager di prigionia in Germania. Rientrato in Italia dopo quella drammatica esperienza, si stabilì definitivamente a Bra, non riuscendo più ad inserirsi nell’ambiente accademico torinese. Qui la sua arte si fece più intimista: scene di vita familiare, scorci campestri, angoli dell’amata Bra. Furono questi i soggetti prediletti del suo periodo braidese, cui affiancò sempre il ritratto, espressione artistica nella quale egli riusciva a far emergere dai soggetti non solo la fisionomia del soggetto o l’espressività dei visi ma anche i loro sentimenti e le angosce più nascoste. Gioacchino Nogaris morì a Bra nell’agosto del 1964 e numerosi suoi lavori sono ancora custoditi in collezioni pubbliche e private nella nostra città.

In evidenza