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L’ultima seduta del Consiglio comunale si è aperta con il sentito ricordo da parte di tutti i componenti dell’assemblea di due figure che hanno recitato un ruolo importante nella storia di Bra, quella del commendator Giorgio Rolfo e quella del grand’ufficiale Piero Fraire, entrambi scomparsi recentemente. Un commosso saluto è stato rivolto anche al piccolo Nicola, morto affogato a soli 21 mesi.

Il Consiglio ha poi discusso diverse interrogazioni presentate dalla minoranza, a cominciare da quella con cui il consigliere Annalisa Genta (Fratelli d’Italia – Coraggio! Si cambia) ha rimarcato la presenza in città di numerosi attraversamenti pedonali scoloriti e quindi pericolosi. “Entro settembre provvederemo al rifacimento”, ha garantito l’assessore Luciano Messa, spiegando che i lavori di manutenzione si erano interrotti a causa del blocco delle gare d’appalto causato dall’emergenza Covid.

Altri temi dibattuti nelle interrogazioni sono stati il senso unico sperimentale introdotto (fino al 1 agosto) in via Craveri, la possibile intitolazione di una via cittadina a padre Ettore Molinaro, la sicurezza stradale derivate dalla circolazione (anche in contromano) dei ciclisti.

Ma l’interrogazione che più di ogni altra ha catalizzato l’attenzione dell’assemblea è stata quella con cui la minoranza chiedeva lumi circa le iniziative intraprese dall’Amministrazione in vista della riapertura delle scuole a settembre. In merito, il sindaco Gianni Fogliato ha illustrato come la Giunta si stia muovendo in piena sinergia con tutti gli istituti scolastici cittadini, pubblici e paritetici, di ogni ordine e grado, nell’ottica di garantire una piena ripresa della scuola “in presenza e in sicurezza”. A questo scopo si stanno valutando le esigenze di tutti gli istituti per realizzare nuove aule, oltre a predisporre le modifiche necessarie sul fronte della refezione scolastica. Inoltre, l’impegno della Giunta è quello di utilizzare l’avanzo di amministrazione per compensare gli aumenti dei servizi scolastici inevitabilmente generati dalle norme anti-Covid.

Discusse due mozioni

È seguito l’esame di due mozioni. La prima, presentata dalla maggioranza, è stata illustrata dal consigliere Marina Isu (PD) e mira a sollecitare l’Amministrazione braidese affinché faccia quanto possibile per evitare che l’attuale legge regionale di contrasto del gioco patologico, la n. 9 del 2016, possa essere modificata come previsto nel disegno di legge presentato da alcuni esponenti della Lega. In particolare, la nuova proposta andrebbe a rendere meno restrittiva la disciplina in materia di distanze dai luoghi sensibili come scuole, ospedali, Bancomat, centri di incontro, stazioni, degli apparecchi automatici da gioco. “Si tratta di una buona legge, che ha ridotto notevolmente il numero somme giocate e che pertanto deve essere salvaguardata”, ha spiegato Marina Isu.

Di diverso avviso il consigliere Luca Cravero (Lega), secondo cui “esiste una richiesta di gioco di 2 miliardi di euro che non scomparirà di certo. Rischiamo quindi di indirizzarla verso canali illeciti”. A dare voto negativo anche Giuliana Mossino (Lega) e Annalisa Genta, secondo cui la raccolta dal gioco d’azzardo in Piemonte non sarebbe affatto diminuita. La mozione è passata con i voti della maggioranza e l’astensione dei consiglieri Marco Ellena (Lega), Davide Tripodi (Bra Domani) e Sergio Panero (Insieme per Panero - Gruppo civico), che hanno preferito attendere un quadro normativo più completo da parte della Regione.

Con la seconda mozione il consigliere Genta ha invece sollevato un presunto problema di rappresentanza di genere all’interno dell’Amministrazione braidese. In sostanza, per la proponente, solo all’interno della Giunta comunale il genere femminile troverebbe una corretta rappresentanza in quanto imposta dalla legge. Non sarebbe così all’interno di commissioni e altri organismi. La mozione ha visto interventi contrari da parte di molti componenti dell’assemblea e quindi è stata ritirata, con l’impegno però di discutere della questione in Commissione statuto.

No ad una Commissione di indagine

La seduta del Consiglio si è conclusa con la richiesta della minoranza di istituire una Commissione di indagine che avrebbe dovuto acquisire ulteriori informazioni circa i fatti oggetto delle recenti indagini della magistratura che hanno riguardato la città. Una proposta che è stata respinta dalla maggioranza perché, come ha spiegato il consigliere Isu, “sarebbe inaccettabile e impraticabile sostituirsi alla magistratura”.
Delusi i consiglieri di minoranza, secondo cui “si è perso un’occasione per fare chiarezza e dare le opportune informazioni ai cittadini, senza peraltro andare a sovrapporsi all’operato degli inquirenti”. (rb)

 

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