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Una cerimonia del IV Novembre a Bra molto toccante, all'insegna di una forte commozione suscitata dal restaurato monumento ai Caduti di piazza Roma. Intervento voluto dalla locale sezione del Rotary Club, il monumento rappresenta - come ha ricordato il sindaco di Bra Camillo Scimone nel suo intervento - un simbolico "risarcimento alla memoria di una comunità che subì la dolorosa perdita di tanti giovani concittadini”. Inaugurato il 15 giugno 1924 in contemporanea con viale Rimembranze, arteria cittadina che collega il centro di Bra con il cimitero urbano, il monumento braidese ai Caduti fu realizzato in piazza Roma, nell'area dei giardini di fronte alla Stazione ferroviaria. La giornata dell’Unità nazionale è iniziata a Bra sabato mattina, 4 novembre 2006, con la deposizione delle corone di alloro ai diversi cippi dei Caduti braidesi, rito al quale hanno collaborato gli alunni delle scuole cittadine. Dopo la celebrazione della Messa nella chiesa dei Battuti Bianchi, in piazza Caduti della Libertà si è svolta la cerimonia di deposizione delle corone alle lapidi di Palazzo civico. Una volta ultimato questo momento, un corteo guidato dalle note della banda cittadina “Giuseppe Verdi” si è diretto verso piazza Roma dove, di fronte al monumento restaurato, si sono alternati diversi oratori. Nel primo intervento, il presidente del Rotary Club braidese Silvano Melissano ha delineato le motivazioni a sostegno del restauro dell'opera. Subito dopo, ha preso la parola Guido Gaia che ha ricordato le vicende collegate alla “storia” del monumento e le varie fasi dell'esecuzione dei restauri. Dopo la deposizione della corona d'alloro, a cui ha preso parte il presidente della sezione braidese dei Combattenti e Reduci Rodolfo Gaia, sono intervenuti il sindaco di Bra Camillo Scimone e Pietro Fissore, a nome dei Combattenti braidesi, oltre che Domenico Borra, reduce della tragica ritirata di Russia. Rivolgendosi ai combattenti presenti in piazza Roma, il primo cittadino ha dichiarato: “Questa giornata ci rimanda ad eventi gloriosi ed insieme dolorosi della nostra storia: la data del quattro novembre ha significato per l'Italia la conclusione vittoriosa di uno sforzo durissimo, che costò la perdita di seicentomila soldati. Restaurare questo monumento è stata un'iniziativa di altissima levatura morale, un atto di intenso rispetto nei confronti di coloro che hanno dimostrato una dedizione profonda al dovere ed all'amor di patria”. Il primo cittadino ha poi concluso con un pensiero rivolto alle Forze Armate, garanti di pace: “Il 4 novembre è la giornata delle Forze Armate: è l'occasione per dire grazie ai soldati di ieri, e per essere vicini con grande affetto ai soldati di oggi”. Dopo il sindaco Scimone è intervenuto Pietro Fissore, che ha ribadito: “A nome delle Associazioni combattentistiche di Bra, nel ricordo di coloro che hanno sacrificato la vita in guerra, mi rivolgo a tutti ma soprattutto ai giovani affinchè sia salvaguardata la memoria dell'eroica e sofferta storia dei nostri Caduti. Sull'esempio di questi soldati, spetta a noi tutti seguire il cammino che loro ci hanno indicato, per dare senso e prospettiva al nostro presente ed al nostro futuro”. Subito dopo, l'intervento di Domenico Borra, classe 1913, ex combattente che visse in prima persona la ritirata dalla Russia: “Mi salvai da quell'inferno bianco, sicuramente per intervento divino. Per tanti compagni, che con me avevano diviso quella durissima esperienza, non vi fu scampo. A loro, sfortunati ed umili eroi, va oggi, più che mai, il mio reverente e commosso pensiero”. La banda cittadina “Giuseppe Verdi”, guidata dal presidente Francesco Dallorto, ha concluso la cerimonia con le note della “Canzone del Piave”, inno delle truppe italiane sul fronte veneto nella prima guerra mondiale. (va)