Una città baricentrica che dovrà saper intercettare i grandi flussi tra le vicine colline del Roero e la pianura cuneese ma anche tra le realtà urbane di Torino e Cuneo. Queste le potenzialità di Bra descritte dal pool di professionisti che sta redigendo il nuovo piano regolatore cittadino nel presentare al Consiglio comunale, ieri martedì 15 novembre 2005, la deliberazione programmatica, primo passo per la stesura del progetto preliminare dello strumento di pianificazione urbanistica che sarà pronto il prossimo autunno. Un progetto che si proietta nel futuro dei prossimi dieci-quindici anni, per i quali si prevede un'ipotesi di 2.000 famiglie in più (“Dai dati degli ultimi anni si è visto come a crescere non sia stata tanto la popolazione, quanto piuttosto il numero delle famiglie” - ha detto il professor Franco Mellano, coordinatore dell'equipe di professionisti che ha redatto il documento) per una popolazione che potrebbe arrivare a sfiorare le 35.000 unità. “Proiezioni basate su dati non aggiornati, visto che si riferiscono al censimento del 2001” - ha obiettato il consigliere Cravero, capogruppo di “La città di tutti”, evidenziando la necessità di uno studio su quanti siano realmente gli alloggi sfitti a Bra. Secondo il vice sindaco Giovanni Comoglio: “L'esigenza di dare alla città un nuovo piano regolatore nacque dall'esigenza di far aderire al meglio lo strumento programmatico con le concrete esigenze di sviluppo di una Bra profondamente cambiata nel corso degli anni. Sono cresciute le aspettative dei cittadini sia per quanto riguarda la qualità degli insediamenti residenziali, che in merito alla dotazione di servizi pubblici e terziari. Non dimentichiamo poi che il territorio di Bra, delle Langhe e del Roero ha acquisito negli ultimi anni una vocazione turistica che deve essere sviluppata e privilegiata, poiché strumento di crescita sia economica che di consapevolezza nella società del valore dell’ambiente, sia naturale che costruito, da tutelare e garantire al fine di non compromettere una delle possibili risorse di sviluppo”, prima di fare una cronistoria del lungo iter che ha permesso di arrivare alla delibera programmatica. “Il nuovo piano nasce come un documento il più possibile partecipato e condiviso. Invertendo il rituale delle audizioni successive all'approvazione delle delibera programmatica, sono stati programmati incontri con tutti i possibili portatori di interessi, che hanno contribuito, partecipando ai tecnici la loro particolare esperienza, a fornire tutti quegli elementi che hanno orientato le scelte, ponderandole al meglio sulla scorta di necessità reali della nostra città” - ha detto Comoglio, specificando che: “l'obiettivo prioritario sul quale i progettisti hanno lavorato e lavoreranno, è la necessità di operare una riqualificazione dell'ambiente costruito, con interventi di ricucitura del tessuto residenziale che, specie per le aree collinari, appare una necessità evidente. E' per questo che, specie per queste aree, si sono analizzati con particolare attenzione gli aspetti paesaggistici ed ambientali, anche perché gli insediamenti della parte collinare appaiono divisi per nuclei indipendenti, con l'ottica di ricondurli in una logica programmatoria omogenea”. Ad illustrare nel dettaglio tutte le previsioni della deliberazione programmatica sono stati i quattro professionisti incaricati dall'Amministrazione comunale (“utilizzando al meglio le capacità e le professionalità a disposizione, è stato così possibile presentare questa sera un documento di largo respiro che, seppure troverà una sua puntuale definizione nel progetto preliminare, dispone già fin d'ora di un'ampia gamma di informazioni e di analisi di contesto” – ha precisato ancora Comoglio): i professori Mellano e Barbieri del Politecnico di Torino, il paesaggista Matassi e l'architetto Carità, quest'ultimo con particolare riferimento alla frazione Pollenzo. L'architetto Barbieri ha ritenuto esservi degli elementi di novità nella predisposizione del documento che seguirà un approccio cooperativo, chiedendo a Regione e Provincia di seguire passo passo le diverse fasi di programmazione, approccio non rituale anche secondo l'architetto Matassi che ha evidenziato la necessità di una connessione tra il costruito e le aree esterne, in modo tale da trovarvi correlazioni che garantiscano una struttura organica della città anche sotto il profilo ambientale, visto che geomorfologicamente Bra presente aree del tutto disomogenee. L'architetto Carità ha parlato della specificità pollentina, ricordando come Bra debba porsi in una posizione propositiva nella definizione del piano paesistico che interessa quest'area. Il professor Mellano ha sottolineato invece l'importanza di una riqualificazione delle “porte” di accesso alla città, pur se nella deliberazione programmatica non si è voluto dettagliare troppo le soluzioni per lasciare ampie aperture nelle successive fasi di progettazione. “Occorre lavorare molto sui margini urbani perché sono le zone più a contatto con le aree esterne, lasciando trasparire la qualità del territorio” - ha detto il professor Mellano, individuando alcuni punti di eccellenza braidesi (Pollenzo, la Zizzola ed il centro storico) che dovranno essere “messi in rete per creare sinergie che consentano alla città di ottenere vantaggi competitivi”. L'accademico torinese ha poi precisato anche quello che sarà lo sforzo progettuale maggiore, vale a dire il “ricucire lembi di città e parti del territorio non conclusi”, oltre a sottolineare la criticità della presenza della ferrovia che crea problemi. Inoltre, il professor Mellano ha posto in rilievo come si sia deciso di attuare il metodo della perequazione, in modo che il plusvalore in termini di rendita fondiaria che si creerà con le previsioni di piano ricada equamente sulla “città pubblica e su quella privata”. In ultimo, si è esaminata la gestione del periodo transitorio che precederà l'approvazione del nuovo piano regolatore. Sul punto, il vice sindaco Comoglio ha anticipato che il gruppo di professionisti che sta elaborando il piano ha già ricevuto incarico di provvedere alla redazione di un progetto di variante strutturale per tre aree della città che hanno bisogno di rapido completamento. “Si tratta dell'area produttiva della rotonda di fronte al nuovo stabilimento Abet, del perimetro di piazza Arpino (l'ex Esedra, ndr) e della sede del movimento dei Focolari (Villa Moffa a Bandito, ndr) per la creazione di un villaggio per i loro aderenti” - ha precisato il vice sindaco. Gli interventi dei consiglieri sono stati aperti dal capogruppo di Forza Italia Adriano Maccagno, che ha ritenuto di scorgere nel documento elementi che consentano di “pianificare uno sviluppo sostenibile, con un piano regolatore in grado di cogliere tutte le opportunità che il territorio offre”. Per Pio Giverso (La Margherita) è necessario che le varianti strutturali siano due: “una per l'area dell'Esedra e della rotonda, la seconda per Villa Moffa”, mentre Bruna Sibille (Democratici di sinistra) ha evidenziato come la deliberazione recepisce molte delle indicazioni fornite dalla minoranza, pur scorgendo poca organicità negli interventi dei diversi tecnici, nel quadro di un “giudizio ancora negativo sulla gestione dell'urbanistica cittadina”. Per Paola Bruno (Progetto Bra) si tratta di un documento che incentra la sua attenzione sulla riqualificazione degli immobili cercando di riequilibrare il mercato immobiliare, mentre il capogruppo di Insieme per Scimone, Sergio Panero, ha sottolineato l'importanza di accelerare i tempi di approvazione del piano per non consegnare alla città uno strumento già vecchio. Articolato l'intervento del capogruppo dei Ds, Claudio Gallizio, che ha esordito ricordando come il piano regolatore in vigore (approvato nel 1994) “è stato un vero disastro per la città”. “Vogliamo un piano che recuperi la storia di Bra, che preveda indici corretti, semplice nelle norme di attuazione, che garantisca la produttività delle aziende ma tuteli anche la salute dei cittadini, che preveda una ricucitura della città” - ha detto Gallizio, sottolineando come tra le eccellenze cittadine vi siano anche le zone agricole (“basti pensare alla zona degli Orti”), “visto che l'agricoltura è una risorsa economica ma anche culturale”. Temi ripresi dal capogruppo di Uniti per Bra, Giuseppe Rosciano, nel sottolineare come la baricentricità all'interno della provincia e la prossima realizzazione di nuove infrastrutture viarie, favoriranno la concentrazione in città di nuove attività economiche negli anni a venire. Per il capogruppo de “La città di tutti”, Giovanni Cravero, “dobbiamo volere una città giusta, sana, che non offra favori ma diritti”, mentre Pier Giorgio Pirra (capogruppo di Alleanza nazionale), nella sua veste di presidente della Commissione Urbanistica cittadina, ha precisato che “nessuno ha potuto speculare sulle linee programmatiche, illustrate in modo esaustivo e con competenza dai redattori”, sottolineando il clima di attenzione e impegno con il quale si è lavorato nei mesi scorsi in commissione. Dopo quasi cinque ore di dibattito, il Consiglio ha approvato il documento con i voti favorevoli dei gruppi della maggioranza che sostiene il sindaco Scimone (FI, An, Lega, Progetto Bra, Insieme per Scimone, Uniti per Bra) e l'astensione degli altri gruppi (Ds, Margherita, La città di tutti, Impegno per Bra). (rg)