Sono quindici i bambini arrivati ieri a Bra, giovedì primo settembre 2005, dalla zona di Gomel, in Bielorussia, nell'ambito della vacanza terapeutica prevista dall'operazione a favore delle popolazioni colpite dalla tragedia nucleare di Chernobyl. Grazie all'attivismo del locale Comitato amici dei bambini di Chernobyl, i ragazzi vengono ospitati per un mese presso famiglie del territorio e, durante la giornata, svolgono attività didattiche e ludiche, oltre a sottoporsi ad accertamenti medici non possibili in patria.
Per loro un articolato programma che avrà come base la scuola elementare di Madonna Fiori, prevedendo momenti didattici la mattina, con l'accompagnatrice Katia e gli educatori che insegneranno loro alcune parole in italiano, mentre lo spazio riservato al gioco sarà ritagliato nel pomeriggio. Tra questi, già programmata una visita in Liguria alla Colonia marina braidese di Laigueglia, oltre a prevederne il coinvolgimento nei tanti momenti di animazione che Bra offrirà in settembre. Ad accogliere la delegazione dei giovani bielorussi e della loro accompagnatrice, l'assessore regionale Bruna Sibille, nella sua veste di delegata del sindaco, che ha voluto sottolineare l'importanza di questa esperienza ma anche una crescente difficoltà nel portare avanti l'operazione. “Questa azione umanitaria non sarebbe possibile senza la presenza di un comitato così attivo e impegnato, che riesce in maniera efficace anche a raccogliere i fondi necessari per coprire le spese che sosteniamo” - ha detto l'assessore Sibille, aggiungendo: “Un ringraziamento si deve al Comune di Bra, che mette a disposizione la mensa ed i locali dove svolgere le attività, ma soprattutto alle tante famiglie che hanno raccolto l'invito ad ospitare i ragazzi. E' un'esperienza sempre più difficile da portare avanti, nonostante ci si appoggi ad un'organizzazione della forza di Legambiente nazionale, anche se a ripagare di queste difficoltà sono i rapporti umani che si vengono a creare tra famiglie e ragazzi, oltre al constatare come sia effettivo lo stato di necessità per loro di esperienze come quella che possono vivere a Bra”.
Il soggiorno iniziato ieri è il secondo avviato in questa estate 2005 dal Comitato braidese. In luglio ed agosto, una trentina di ragazzi, già ospiti in passato a Bra, sono tornati a far visita alle famiglie che li avevano accolti e con le quali non sono mai cessati i contatti. (rg)