Cerimonie commemorative, sabato 5 febbraio 2005, a Bra e Villafranca Piemonte per ricordare la figura dei fratelli Ennio ed Ettore Carando, a sessant'anni dal loro martirio avvenuto a Villafranca Piemonte il 5 febbraio 1945. Alle ore 9, al Cimitero di Bra, sarà deposta una corona di fiori sulla tomba della famiglia Carando, mentre successivamente sarà il Comune di Villafranca Piemonte ad essere protagonista degli eventi con due significativi momenti. Il primo è previsto sempre il giorno 5 di fronte a Palazzo civico con la deposizione di una corona presso la lapide commemorativa posta sulla facciata. Una seconda iniziativa si terrà sabato 12 febbraio dalle 10 del mattino nell'aula magna della Scuola Media “Giacomo Gastaldi”, sempre di Villafranca Piemonte, dove è previsto un incontro con le scolaresche. In questo contesto ci sarà l'intervento del gruppo di Torino dell'Associazione Partigiani d'Italia (Anpi), del Presidente dell'Istituto Storico della Resistenza della Provincia di Cuneo, Livio Berardo, dell'Assessore ai rapporti con le associazioni combattentistiche della Città di Bra, Claudio Lacertosa, e di numerosi partigiani e testimoni del periodo storico in cui agirono i fratelli Carando.
Gli eventi sono organizzati nell'ambito del sessantesimo anniversario della Liberazione dal Comune di Villafranca Piemonte in collaborazione con il “Comitato per la valorizzazione del patrimonio della Resistenza”, organismo che coordina le celebrazioni della Resistenza nella zona.
“Ennio ed Ettore Carando hanno partecipato alla lotta di liberazione perchè la Resistenza era per loro un movimento morale prima che politico ed aveva la sua unità in un profondo sentimento per la libertà e la dignità della persona. Hanno dimostrato una coerenza morale esemplare, a costo di sacrificare la loro vita” ha dichiarato il Sindaco Camillo Scimone, “che è idealmente continuata con l'opera del loro padre Achille, primo sindaco di Bra libera”. (va)

Note biografiche
Ennio Carando, nato a Pettinengo (Vercelli) nel 1904, insegnante di filosofia, lavorò a Modena, Savona e La Spezia, prima di far parte della Resistenza. Questa scelta convinse anche i suoi allievi del liceo a percorrere la stessa via. Anche suo fratello Ettore, capitano di artiglieria, nato a Bra nel 1915, vivrà la stessa drammatica vicenda, fino al tragico epilogo a Villafranca Piemonte. Il 5 febbraio 1945 i due fratelli furono giustiziati dalle brigate repubblichine, dopo essere stati sottoposti a terribili sevizie.